Dopo le parole di Conte (suggerite da Mattarella) stamattina lo spread scende

Chissenefrega dello spread! …E’ questo che pensa, in quest periodo storico, la maggioranza degli italiani.

I troppi sacrifici imposti negli ultimi anni e le parole della politica di Lega e M5s hanno portato il popolo ad una grande voglia di ribellione contro il sistema, le banche, l’Europa.

Ma attenzione che dire chissenefrega dello spread è come dire “non pago più il mutuo di casa alla banca perchè mi stanno sulle balle”.

Per un po puoi anche non pagare, ma poi arrivano gli interessi di mora e poi ti portano via la casa.

E’ totalmente sbagliato, anche se può servire da sfogo momentaneo, mandare tutti a quel paese e fare finta che il problema non esista più.

L’unica ricetta sensata, anche se non piace, è farlo abbassare, questo maledetto spread, e non alzare, e spendere i soldi che derivano dal minor pagamento di interessi per fare le cose che servono al paese.

Cioè, prima bisogna portare a casa uno stipendio e poi si decide come spenderlo! Altrimenti, le cose andranno a finire molto male.

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Il professor Conte da Mattarella con il cappello in mano

Hanno messo un topolino nella tana dei serpenti.

Il professor Conte è un uomo da 110 e lode all’università, con un curriculum di 18 pagine che, anche al netto di qualche esagerazione (necessaria, purtroppo, perchè la pubblicità è l’anima del commercio), dice di lui che siamo davanti ad un uomo di una certa levatura.

Prodi e Berlusconi erano due 110 e lode, Renzi non ci è arrivato perchè a litigato con il prof. (caratteristica, quella di essere iroso, che non ha perso neanche in seguito). Conte è, nel mondo privato, un uomo della stessa levatura, quindi degno del ruolo che andrà a ricoprire.

Ma, e c’è un ma, mentre Prodi, Berlusconi e Renzi erano e sono abituati da sempre alla politica, Conte fino a ieri ha fatto il professore e l’avvocato, e questo significa che di retroscena, protocolli, in una parola di esperienza politica… Ne ha zero!

Ed è per questo che il professor Conte ieri si è presentato al quirinale con il cappello in mano, con il fare timido dello scolaro all’esame. Visibilmente emozionato, con la voce rotta, si era portato da casa un discorso già fatto (da altri), in cui sosteneva di essere il co-autore del programma (e sappiamo che non è così, perchè alle riunioni lui non c’era). Quella di definirlo co-autore del programma è stata la mossa gialloverde per dargli una qualche legittimità politica.

La cosa divertente è che, siccome quel discorso di Lega e M5S non era nè europeista nè rassicurante per i mercati, Mattallella gli ha fatto aggiungere un pezzo, il primo, quello in cui lui dice che il suo governo sarà nel solco Europeo.

E nel leggerlo, il discorso, si capisce perfettamente che si tratta di due concetti uniti, che stridono tra di loro, scritti da mani diverse; la parte sopra da Mattarella, la parte sotto da Salvini e Di Maio. Così, il professor Conte è stato relegato al ruolo del bambino che legge il dettato.

Hanno messo un topolino nel nido dei serpenti e, nonostante il valore umano e intellettuale del professor Conte, ieri è stato “utile idiota” della politica italiana.

Non  un buon inizio ma non è detto che sia la fine; se ne avrà il tempo, Conte si abituerà al ruolo e ai meccanismi della politica, e allora può essere che risulti migliore e più indipendente e capace di quanto è sembrato ieri.

Come professore io non lo boccerei, è troppo qualificato per giudicarlo da un singolo aneddoto, ma non mi sentirei neppure di promuoverlo. Rimando il giudizio a fra un po di tempo.

 

 

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