Romina Power: “ci usano come cavie per il 5G e nessuno si oppone”

Il post di Romina Power

Romina Power ha pubblicato, sul suo account di Instagram, un post contro il 5G in cui, senza mezze misure, scrive che ci stanno usando come cavie per sperimentare questa nuova tecnologia.

Francamente, la prima cosa che ho pensato è stata: “che titolo ha Romina Power per parlare di 5G?”

Certamente, parliamo di una persona di grande successo, che tuttavia deve la sua fama alle proprie capacità come cantante, attrice, doppiatrice, perfino scrittrice… Ma, insomma, non risulta che abbia competenze in materia di elettromagnetismo.

Poche ore dopo la pubblicazione del primo post, ne arriva un secondo in cui attribuisce alle antenne del 5G la colpa di aver ucciso uno stormo di uccelli, caduto in una strada di Roma e ripreso in un articolo del messaggero.

La cosa è obiettivamente improbabile, perchè se le antenne del 5G fossero in grado di eliminare in un batter d’occhio uno stormo di uccelli, come un’arma aliena, probabilmente staremmo assistendo a una pioggia di uccelli in tutto il mondo.

Ma leggendo quel secondo post ho pensato che la povera Romina non ha alcuna intenzione di intraprendere la carriera di ingegnere, lei semplicemente ha paura. Paura di questo maledetto 5G di cui si sente parlare un gran male e che ti entra in casa, invisibile, e chissà che danni può fare nel lungo periodo.

Il post di Romina Power, infatti, è rabbioso, eccessivo, definitivo. Dice:

Non e’ strano. Sono le onde elettromagnetiche provenienti dalle torri 5G, loro muoiono subito, noi moriremo lentamente. “

Oggi la Power ha pubblicato un terzo post, in cui dice che in Svizzera il 5G è stato rifiutato poichè “estremamente nocivo alla salute degli esseri umani, degli animali e delle piante.”

Nello stesso post, pubblica un libro in cui si parla dei pericoli dell’elettromagnetismo e delle tante persone che già soffrono le conseguenze di malattie legate all’elettrosmog.

Scrive la Power:

L’autore indica i confini e le linee guida dell’elettrosensibilità, una nuova forma di malattia ambientale altamente invalidante e tipica dell’Era Elettromagnetica, patita da un numero sempre più grande di cittadini invisibili, costretti alla fuga da città e modernità.

Nel libro sono raccolte le testimonianze dei malati, le storie di suicidi e dell’insorgenza di patologie tumorali, e le sentenze shock che stabiliscono il nesso telefonino=cancro; vengono raccontati i lati oscuri dell’elettrosmog e svelate le incongruenze, le distorsioni metodologiche e i conflitti d’interesse alla base del cosiddetto fronte negazionista.

Capitoli molto importanti sono inoltre dedicati alle più efficaci terapie elettrodesensibilizzanti, che vengono in aiuto per cercare di ridurre l’impatto dei campi elettromagnetici sugli esseri umani.

Un libro inchiesta fondamentale per una corretta informazione e per chiedere ai cittadini e alle istituzione una presa di coscienza dei rischi dell’elettrosmog in nome del Principio di Precauzione.

Le cose non stanno esattamente così. Si può verificare facilmente su internet che in Svizzera il 5G non è stato fermato, anzi.

Sul sito di Swisscom, la principale compagnia Ele etica, c’è scritto: “5G ora in tutta la Svizzera”

E ancora: “La rete migliore. Adesso con il 5G. Il 5G la rende più veloce, affidabile e performante che mai. E questo apre nuove opportunità. Per la società in cui viviamo. Per l’economia. Per tutta la Svizzera. “

Intendiamoci, il fatto che la Svizzera sia interamente dotata di 5G non dimostra affatto che i timori di Romina Power siano infondati, però dimostra che certi argomenti bisogna trattarli Con cautela.

Se cerchi sostegno alle tesi che vuoi difendere appigliandoti a qualcosa che poi risulta privo di fondamento, ottieni il risultato opposto a quello che stavi cercando ovvero, tradotto in parole semplici, quando si scopre che hai detto una bugia sul 5G in Svizzera si penserà che tutto ciò che hai detto è falso.

Non a caso, c’è una vecchia battuta da aule di tribunale che dice che “un buon avvocato non fa mai una domanda di cui non sappia già la risposta”, poichè la risposta del teste potrebbe essere contraria all’interesse del tuo cliente.

La home page di Swisscom

La Svizzera non solo non ha fermato il 5G, ma è particolarmente avanti nella sua introduzione in modo capillare, tant’è vero che, sempre sul sito di Swisscom, troviamo scritto: “Stiamo installando il 5G contemporaneamente nelle città, in campagna e in ogni angolo del paese. In tutta la Svizzera già il 90% della popolazione è servito dal 5G.”

E ancora: ” Swisscom offre al 90% della popolazione svizzera velocità di connessione fino a 1 Gbit/s sul 5G. Inoltre continuiamo ad estendere la rete 5G+ con velocità fino a 2 Gbit/s.”

Forse Romina Power, quando dice che la Svizzera ha bloccato il 5G, si riferisce a un articolo apparso sul Financial Times il 12 febbraio 2020, in cui effettivamente si fa riferimento a uno stop del 5G in terra elvetica.

Tuttavia, anche in questo caso si tratterebbe di una imprecisione, poichè non si tratta di un blocco della rete 5G Svizzera bensì di un elemento specifico, il beamforming, del quale si chiedono maggiori informazioni tecniche.

Nell’attesa, la rete 5G svizzera resta perfettamente funzionante, salvo che per questo elemento tecnico.

Va detto che il titolo del giornale è oggettivamente ingannevole, e del resto la cattiva pratica di gonfiare le notizie è d’uso da secoli e funziona benissimo per vendere di più. Infatti, informarsi leggendo i titoli è un bellissimo modo per non informarsi affatto.

L’uomo ha paura di tutto ciò che è ignoto: prima della scoperta dell’America avevamo paura di navigare verso ovest perchè si diceva che il mare finisse e le navi precipitassero nel vuoto eterno, e oggi abbiamo paura di navigare sul 5G per la stessa ragione, ovvero perchè non lo conosciamo.

Questo non significa affatto che non sia pericoloso; io non lo so e credo che non lo sappia neanche Romina Power, perchè entrambi difettiamo di competenze tecniche per capire una cosa oggettivamente complessa.

Penso che certamente bisogna approfondire, certamente è curioso che si stia installando ovunque senza che commissioni tecniche indipendenti si siano espresse in materia, ma credo che scrivere che gli uccelli cadono perchè c’è il 5G non aiuta la causa che vuoi difendere, anzi aiuta quelli che vorresti combattere.

Torneremo senz’altro a parlare dell’argomento 5G.

Gigantesco asteriode in arrivo

È enorme, velocissimo e passerà “vicino” alla Terra, astronomicamente parlando: è l’asteroide OR2 1998, scoperto dalla Nasa nel 1998, da cui il nome, e che è inserito ora nella lista degli “oggetti vicini alla Terra” della stessa Nasa.

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L’Orient Express, “slow travel” sulla macchina del tempo

Forse non tutti sanno che l’Orient Express esiste ancora. Anzi, per essere precisi ne esistono molti, ma oggi noi parliamo di quello che maggiormente ne riprende il percorso (almeno parzialmente), oltre che lo spirito: il Venice Simplon-Orient-Express.

Il fascino e il lusso del viaggio slow, assaporando il tempo, vini pregiati e piatti squisiti, da Venezia a Londra. Immergersi in un tempo antico, come su una macchina del tempo, gustando il paesaggio al ritmo dello sferragliare dei vagoni sui binari.

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Lavarsi le mani non basta e lavarle troppo non va bene

Attenzione! Lavarsi le mani non basta! Bisogna lavarsi le mani con acqua calda, ovvero di temperatura superiore a 16-17 °C., perchè al di sotto di quella temperatura il Coronavirus non muore.

L’involucro che protegge il Coronavirus resiste alle basse temperature! Solo al di sopra dei 16 -17° °C. i saponi funzionano.

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Operazione Barbarossa: la più grande battaglia della storia

“Rimandatelo da sua madre! Non è una fonte ma un disinformatore!”

Con queste parole (con l’aggiunta di un apprezzamento poco “elegante” sulla madre), il 14 giugno 1941 Stalin liquidò una sua spia che lo avvisava dell’imminente attacco Nazista, una settimana prima che i tedeschi invadessero l’URSS.

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1 Morto




Sparate a tutti!

“Bisogna Sparare a tutti!” Così ha detto il presidente delle Filippine, Rodrigo Duerte, parlando di coloro che escono di casa in epoca di quarantena per il Coronavirus.

Dice che si tratta solo di un avvertimento, ma le sue parole sono piuttosto chiare: “i miei ordini alla polizia e ai militari, se qualcuno crea problemi o le loro vite sono in pericolo, sono chiari: sparategli”

Inutile dire che è esploso un coro di critiche, ma sia in patria che nel mondo c’è chi apprezza i modi sbrigativi di Duerte.

Coronavirus, in California si muore per strada

Noi ci lamentiamo di come vanno le cose in Italia, ma quando si legge di come vanno altrove, anche in posti come la California, che fa parte dell’American Dream e anche dell’Italian Dream, viene da pensare che, come diceva Toto Cutugno, “l’America sta qua”.

Le mascherine non mancano solo in Italia. Nel corso degli ultimi 20 anni, sotto la bandiera della globalizzazione senza regole, tutti gli stati occidentali hanno dismesso la produzione di tutti quei prodotti considerati a basso valore aggiunto, indipendentemente dall’interesse nazionale, tra cui le mascherine.

Ancor più incredibile, praticamente nessuno stato ha pensato a stoccare un’ingente quantità di questi dpi in previsione di una futura pandemia, che pure era attesa e lungamente annunciata.

Di conseguenza, oggi ovunque nel mondo sono alla disperata ricerca di mascherine, che ovviamente non bastano per tutti. In California, che si trova in look down esattamente come noi, lo stato ha chiesto ai cittadini di auto-prodursele e di non comprare le mascherine nei supermercati, in modo da lasciarle a medici e infermieri.

Questa pandemia sta mettendo drammaticamente in luce i gravi limiti della sanità privata americana; è di ieri la notizia di un diciassettenne morto dopo essere stato rifiutato da un ospedale poichè privo di assicurazione. Era un ragazzo in salute, fulminato dal Coronavirus.

Le autorità penitenziarie della California rilasceranno anzitempo circa 3500 detenuti considerati non violenti per ridurre il rischio di diffusione del Coronavirus nelle carceri.

Non si tratta di assassini, sono detenuti non violenti che comunque avevano ancora solo 30 o 60 giorni da scontare. Sta di fatto, però, che vengono rilasciati. Chissà cosa succederebbe in politica se lo facessimo noi.

Per completare il quadro non brillante della situazione, l’economia ferma pesa molto e le famiglie più povere fanno fatica a fare la spesa; è nato così lo sciopero dell’affitto. Vedremo dove porterà.

Coronavirus, crollano le vendite di auto: -85%

Sono state immatricolate solo 28.326 auto, contro le 194.302 del marzo dell’anno scorso.

Peggio degli altri fa FCA, che scende addirittura del 90%. Ma in questo caso non è un problema di gamma o di preferenze dei consumatori; è che il mercato di riferimento principale di Fiat è ancora l’Italia, che è stato (e di gran lunga) il paese più colpito dal Coronavirus in marzo; qui le concessionarie erano chiuse e la gente era a casa, mentre nel resto d’Europa la serrata, il famoso look down, è arrivato poi.

E con le concessionarie chiuse e la gente chiusa in casa… Le auto non si vendono.

Che la causa di tutto sia proprio il virus che ci sta attanagliando in queste settimane lo dimostra, ancor più del paragone con marzo 2019, il paragone con febbraio 2020, quando le auto vendute furono 194.302. E’ chiaro che il mercato veleggiava su ben altri valori solo pochi giorni prima del primo positivo in Italia.

“Siamo tornati ai volumi di vendita dei primi anni ’60”, dicono dal Centro Studi Promotor. Con cali simili, che certamente dureranno fino a che non sarà passata questa pandemia, quindi almeno ancora 1 mese in Italia e 2, 3, forse 6 nel resto del mondo, è di tutta evidenza che i concessionari e le case costruttrici o riceveranno degli aiuti da parte dei governi, o cominceranno a chiudere in massa.

Questa notizia, estremamente allarmante per l’economia e anche per la tenuta sociale dei paesi, ha anche degli aspetti positivi; il calo delle produzioni, delle vendite e dei consumi nel mondo è, letteralmente, una straordinaria boccata d’ossigeno per il pianeta, come forse non se ne vedevano da oltre un secolo.

Siccome la sopravvivenza della flora e della fauna (e noi siamo fauna, non va dimenticato) dipendono dalla nostra capacità di fermare la sesta estinzione di massa, causata dai cambiamenti climatici -innescati dai nostri modelli di vita- forse dovremmo approfittare di questa crisi per ripensare a come viviamo sull’unico pianeta che abbiamo.

Questa crisi di vendita di auto in Italia finirà con il Coronavirus, quindi indicativamente il 15 maggio 2020.





Bambini in quarantena: la bizzarra idea che viene dal passato

Come avviene durante i match di wrestling in TV, mi sento di scrivere: “don’t try it at home”, ovvero non provateci a casa. Tuttavia, questa bizzarra soluzione per far prendere luce e aria ai bambini che vivono in case senza balconi fu molto in voga per quasi mezzo secolo.

Nel 1884, il dottor Luther Emmett Holt scrisse un libro dal titolo “The care and feeding of children”, in cui spiegò come i bambini dovevano essere esposti all’aria aperta e al sole per purificare loro il sangue. “L’aria”, scriveva, “migliora l’appetito e la digestione, il rossore del viso e tutti i segni della salute.”

Non appena ebbe letto quel libro Eleanor Roosevelt, una neomamma, acquistò una gabbia di filo metallico, la appese fuori dalla finestra del suo appartamento di New York e la usò come parco giochi della figlia Anna, finchè un vicino preoccupato non minacciò di denunciarla alle autorità.

Passarono quasi 40 anni prima che un’azienda brevettasse l’idea di Eleanor; nel 1922 la Emma Read di Spokane, Washington, depositò il brevetto della gabbia per bambini, e questa ebbe un successo che oggi sarebbe inimmaginabile.

Tra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso,queste gabbie diventarono popolari sia negli Stati Uniti che in Inghilterra, tra gli abitanti di appartamenti senza balconi. Dopo la seconda guerra mondiale la cultura cambiò e caddero progressivamente in disuso. La produzione cessò nel 1948.





La storia di Bambi, l’asino della 13° divisione

Di questa foto si legge spesso che ritragga un soldato della seconda guerra mondiale mentre trasporta il proprio asino attraverso un campo minato; l’asino sarebbe stato trasportato a spalle per impedirgli di esplodere su una mina.

Ovviamente non può essere così, anche perchè nessun campo minato verrebbe attraversato da un soldato a piedi, poichè le mine non sono (ovviamente) visibili e il soldato salterebbe in aria.

Questa foto risale, invece, alla guerra algerina, e fu scattata nel 1958; un legionario della 13° divisione straniera inglese trovò un asino che moriva di fame.

Il soldato lo riportò alla base e la bestia divenne la mascotte dei militari, con il soprannome di “Bambi”. Questa foto apparve sul Daily Mai