Operazione Barbarossa: la più grande battaglia della storia

“Rimandatelo da sua madre! Non è una fonte ma un disinformatore!”

Con queste parole (con l’aggiunta di un apprezzamento poco “elegante” sulla madre), il 14 giugno 1941 Stalin liquidò una sua spia che lo avvisava dell’imminente attacco Nazista, una settimana prima che i tedeschi invadessero l’URSS.

Il 22 giugno 1941 la Germania invase l’Unione Sovietica, iniziando così l’Operazione Barbarossa, la più grande battaglia terrestre di tutti i tempi.

E’ a tutt’oggi inspiegabile come Stalin si sia fatto cogliere così impreparato da un attacco che si preparava da mesi e di cui era stato più volte avvisato.

All’inizio del conflitto, i tedeschi misero sul campo 3.500.000 uomini, 625.000 cavalli, 60.000 veicoli corazzati, 3300 carri armati, 7.000 pezzi di artiglieria, circa 2500 aerei.

Numeri astronomici che, tuttavia, sono poca cosa rispetto al totale utilizzato nei tre anni successivi.

I Russi si difesero inizialmente con 5.000.000 uomini, 9000 veicoli corazzati, 8000 carri armati, 20.000 (vecchi) aerei, un numero enorme di divisioni di cavalleria.

I numeri non dicono tutto: i tedeschi erano tecnicamente e tatticamente molto superiori.

Colonna di prigionieri italiani

Nella sola prima settimana di guerra morirono 300.000 soldati. Praticamente, 1 morto ogni 2 secondi.

A fine conflitto russo, nel novembre 1944, erano restati sul terreno il numero astronomico di 30 milioni di morti, di cui 10 milioni civili, quindi quasi la metà dei morti di tutta la seconda guerra mondiale (stimati in 70 milioni) morì nella campagna di Russia.

Le perdite dell’asse furono circa 5.750.000 uomini (di cui 95000 italiani), compresi i morti in prigionia.

Le perdite sovietiche furono 14.250.000 compresi i morti in prigionia.

In termini di perdite materiali, i tedeschi persero oltre 33.000 tra carri armati e pezzi di artiglieria pesante, e 75700 aerei.

Le perdite tedesche furono pari a circa i 2/3 delle perdite subite in tutta la seconda guerra mondiale.

Italiani e Tedeschi uscirono dalla Russia con i rispettivi eserciti totalmente non più in grado di continuare la guerra.

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